venerdì 6 aprile 2012

aghi di pino e cavi di rete.. Buona Pasqua!

I problemi quotidiani a volte sono banalità, a volte sono disastri. 
Ma per fortuna esistono! 
Ci aiutano a tenere la testa ancorata al presente, al famoso "qui ed ora", riducendo le peregrinazioni cognitive tra passato e futuro e ci tengono impegnati mentre il tempo scorre senza il nostro permesso.

Anton Cechov dice: "Qualunque idiota può superare la crisi; ma è il quotidiano che ti logora". Giorno dopo giorno non è scontato andare avanti senza perdere la motivazione, senza farsi abbagliare da deliri che rimandano a preoccupazioni inesistenti e senza soccombere ad ansie per piccole o grandi sfide. Oppure, semplicemente, non è facile a volte sopravvivere alla noia dei ritmi ripetuti, delle dinamiche incrostate e immobili, dei sogni rimandati e delle faccende invariate.
I piatti sono da lavare tutti i giorni, non basta una volta per tutte. E le piante vanno innaffiate, il bagno lavato, le lavatrici avviate. Cose concrete e quasi banali, ma presenti con forza nelle nostre giornate. E' la vita, faticosa, che porta via un sacco di tempo.

Ma a volte lo straordinario arriva. Le vacanze, i giorni di riposo, il sole. Buona Pasqua a tutti, che sia di abbandono e libertà...e soprattutto che sia festa e serenità.



giovedì 22 marzo 2012

E' la primavera!



Che bella sorpresa ieri mattina nella mia cucina!
Sul davanzale della finestra ho trovato, oltre ai miei coloratissimi ciclamini in ottima forma, anche una piccola ma meravigliosa novità: i fiorellini gialli delle piantine grasse! Stupore!!


Le piantine vengono da lontano.. sono di origine mantovana, come me! :)
La scorsa estate, infatti, in una delle gitarelle nel ridente nonchè semi deserto paesino di Canneto sull'Oglio (mi raccomando la G se no mia mamma si arrabbia) ho "preso in prestito" dal giardino di mia nonna alcuni rametti di pianta grassa, tagliandoli direttamente dalla pianta principale.
E ora, trapiantate a casa mia, dopo mesi di silenzioso lavoro, hanno deciso di salutarmi con un simpaticissimo fiorellino giallo! Ma non uno, tanti!
Per questa bella sorpresa sento di dover ringraziare la primavera, il sole che torna a scaldare, le giornate più lunghe e l'esposizione protetta della mia cucina.
Allargando i ringraziamenti aggiungerei la soddisfazione per le piccole gioie primaverili.. sono tante.. e, cercando di citare solo quelle meno banali, vorrei ricordare: le scarpette da ginnastica che tornano ad avvolgere i miei piedini, il ricostituente mattutino che mi solleva la giornata, i termosifoni finalmente spenti, il riposo dei cappotti nell'armadio, la polvere allegramente visibile dappertutto, lo smalto color pastello, le pedalate in bicicletta, i capelli senza umidità,..
GRAZIE primavera!

giovedì 1 marzo 2012

Cecità al cambiamento

Gli occhi ingannano. O meglio: non sono gli occhi ad ingannarci deliberatamente, è la nostra percezione visiva a non essere affatto perfetta. 
Per introdurre il tema, parto da un filmato sorprendente..




Incredibile, eh? 
E' la cecità al cambiamento: l'incapacità di accorgersi che qualcosa nel contesto è cambiato..e spesso anche qualcosa di ben visibile, non un piccolo dettaglio. Da questo esperimento sulla percezione mi sono sorte alcune riflessioni sulla cecità al cambiamento che vedo intorno a me..

Proprio come dice Ligabue, gli occhi fanno quel che possono - niente meno e niente più - tutto quello che non vedono è perchè non vuoi vederlo tu.
E così spesso siamo convinti di aver visto qualcosa perché una volta percepita in un modo, non ci accorgiamo del suo cambiamento e non lo registriamo. 
Come quando non prestiamo attenzione veramente all'altro ma lo pre-vediamo secondo i nostri schemi e le nostre logiche, scordandoci di ascoltare non solo le sue parole ma tutto quello che porta.
A volte il cambiamento non è accettato da chi lo osserva: si diventa ciechi, ottusamente convinti che tutto sia sempre come prima. Il che è molto più semplice, più comprensibile, più logico. Vediamo ciò che vogliamo vedere per risparmiare tempo, energie e attenzioni. E vediamo ciò che vogliamo vedere perché sarebbe difficile accettare ciò che è cambiato.

Ps: questo post è dedicato a chi ci vede benissimo..e in particolare a coloro che hanno visto, riconosciuto e soprattutto accolto i miei cambiamenti, incondizionatamente e senza cercare di capirli per forza..ed è dedicato a chi osserva, anche senza accorgersi subito.

martedì 21 febbraio 2012

Sfumature

Quanto è facile farsi tirare dagli estremi..così rassicuranti, semplici, assoluti. 
E quanto è complesso trovare le sfumature, positive e negative e lasciarle entrambe sotto la luce, entrambe presenti e conviventi.
Gli estremi sono scorciatoie: velocizzano il pensiero, sono generalizzazioni, pretendono di conoscere tutto e invece non ascoltano nessuno. 
Chi si rifugia negli estremi non ha scelto davvero, perché non ha conosciuto i colori delle opinioni intermedie, delle cose non dette, delle strade non percorse. Si è accontentato dell'angolino finale, dell'estremità polare e del suo rassicurante rigido parere, che non permette repliche né eccezioni.
Se c'è una cosa che ho imparato e che non voglio smettere di praticare, è la possibilità di togliermi la benda dagli occhi: dare spazio alle opinioni, discutere, mettersi in gioco, lasciarsi stupire da un parere contrario e dalle mille sfumature e interpretazioni di un discorso. La possibilità di non fermarsi all'inizio del cammino della conoscenza, di non fermarsi ai blocchi di partenza, agli estremi della pista.
Niente estremismi, accecano la vista e non aiutano a crescere. Ben vengano le sfumature e i dolci colori che insieme rendono unica la nostra opinione.


giovedì 16 febbraio 2012

I wanna be my opinion leader

A ciascuno il proprio opinion leader.
Tutti incappiamo prima o poi nell'influenza di qualcuno il cui parere ci sembra molto più interessante rispetto ad altri e la cui voce ascoltiamo più attentamente. E questa influenza ci arriva e plasma i nostri pensieri in modo più o meno consapevole.
A volte l'opinion leader è "uno di noi": uno dei pari, la cui autorevolezza è data dal carattere, dalla credibilità, dalla voce suadente o dalle idee geniali.
A volte, invece, è qualcuno lontano da noi: il boss, l'esperto, il guru dalla saggezza irraggiungibile.
Anche se il contenuto del messaggio è lo stesso, chi lo dice fa la differenza.

Come decidiamo chi ascoltare?
Ci sono carismi che nascono opinion leader, talenti indissolubilmente legati al farsi ascoltare, anche quando rimangono in silenzio. Li riconosci da lontano e sono ben visibili.
Ci sono invece opinion leader più subdoli, impliciti, attenti conoscitori delle fragilità altrui, che ti parlano "nel sonno", quando non sei cosciente, che manovrano i pensieri altrui sfruttando potenti leve di persuasione.

E poi ci sono gli opinion leader che scegliamo noi: quelli personali, più umili, vocine di sottofondo che parlano poco ma sanno cosa dicono. Voci che osservano, colgono dettagli, sfumature e atteggiamenti e parlano calibrando le parole, cercando di decentrarsi. Voci che amano essere ascoltate ma non per il gusto di sentirsi importanti, quanto per il valore che danno al proprio interlocutore e alla relazione.

Mentre scrivo queste righe mi chiedo.. e io da chi andrei per un consiglio? quale opinione mi interessa conoscere? quale parere temo di più dopo essermi esposta? qual è lo sguardo che cerco in mezzo al gruppo di occhi che mi fissano mentre parlo?
Tanti opinion leader, uno per contesto o per argomento, forse. Ma un'unica necessità: ascoltare me stessa prima di tutto.



giovedì 26 gennaio 2012

Io e la mia area cieca

- Che fai?- mia moglie mi domandò, vedendomi insolitamente indugiare davanti allo specchio. 
-Niente,- le risposi,- mi guardo qua, dentro il naso, in questa narice. Premendo, avverto un certo dolorino. 
Mia moglie sorrise e disse: -Credevo ti guardassi da che parte ti pende. 
Mi voltai come un cane a cui qualcuno avesse pestato una coda: -Mi pende? A me? Il naso? E mia moglie placidamente: -Ma sì, caro. Guardatelo bene: ti pende verso destra.


Uno, nessuno e centomila - Luigi Pirandello, 1926

Quando scorgi davanti a te gli indizi di qualcosa che ti riguarda, che appare essere ben noto ad altri ma a te completamente oscuro ..non puoi più tornare indietro, ora lo sai. Esiste un'area cieca in ciascuno di noi: è ciò che non vediamo ma gli altri vedono di noi, è come l'ombra che ti segue quando cammini e che si sposta insieme a te, sfuggendo sempre al tuo sguardo.
Ma non è sempre nascosta.. ci sono momenti in cui possiamo incontrarla, attimi di rivelazione, che possono trasformarsi anche in incontro sincero. Quando qualcuno te ne rivela un pezzetto, a volte per ferirti, a volte per presunzione, a volte con ingenuità e a volte con empatia ed amicizia. E allora ti accorgi di lei! Di avere un ombra, una montagna di inatteso.. atteggiamenti, comportamenti, difetti o pregi,.. cose che non sai di te e che invece trasmetti inevitabilmente, inconsapevolmente, inesorabilmente.
 "Senza offesa, fai schifo" ..è un libro di Ludovica Scarpa che sostiene la potenza di queste rivelazioni e la cura con cui vanno accolte e proposte. La critica può diventare un regalo, all'insegna di un "rinascimento comunicativo" che supera la cultura della paura e del controllo, il linguaggio del rifiuto: "essere critici ed empatici, autentici e gentili", anche se il mondo intero sembra avercela con noi, spezzando il circolo vizioso del risentimento e lasciando emergere lo stupore e il sorriso. E poi, la consapevolezza di sapere che, forse, il nostro naso pende a destra.

martedì 10 gennaio 2012

Cambia il vento

Cambia il vento nel 2012! 
Non lo dice l'oroscopo, lo dico io! Nuovi piccoli arrivi, traslochi, diplomi, scadenze importanti, costruzioni e anche consolidamenti. 
Essendo un anno bisestile, per forza sarà un anno speciale...dove finalmente la mia amica Alice potrà compiere gli anni! :-)

Ad ogni gennaio mi trovo sempre in corpo una certa dose di eccitazione, di frenesia, curiosità ed entusiasmo. E' un nuovo inizio, c'è tutto un anno davanti da scoprire! Si spiana la nuova agenda, si fanno progetti, si appende il calendario nuovo, si pensa ai viaggi da fare e ai buoni propositi da mettere in campo.
Sì, forse a febbraio li avrò già abbandonati..ma che importa? Il segreto è stare nel presente: nel qui ed ora. Senza rimpianti o rimorsi nel passato, né preoccupazioni e ansie per il futuro.
Non sempre riesco a rispettare questo proposito.. A volte la consapevolezza di star bene si accompagna alla paura della fragilità degli equilibri e subentrano inquietudini che portano inutili ansie (chiamate anche "pare" da mia sorella..).
Se mi distraggo, se mi addormento, se lascio scorrere qualche lacrima o se mi sfogo con qualcuno, mi passa, anche in breve tempo..le nuvolette si diradano e ritorna il sereno, riprendo il contatto con il sentire dell'istante presente e mi accorgo di star bene.. e ricomincio a sperare, godendomi il presente e pronta per l'anno che verrà. 

Cambia il vento..
 come in Mary Poppins, ora comincia a soffiare da Est.. 
novità in arrivo.