Visualizzazione post con etichetta relazione. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta relazione. Mostra tutti i post

martedì 26 giugno 2012

Misunderstanding

Sarebbe facile riuscire sempre a capirsi, a leggere le intenzioni e le emozioni e non solo le parole di quello che ci viene detto. Sarebbe facile avere orecchie attente senza filtri e linguaggio chiaro senza oscurità. Sarebbe facile riuscire sempre a dire come stiamo, sapendo di essere accolti e capiti.
Sarebbe facile ma così non è. Misunderstanding. Incapacità di comunicare a fondo, pur parlando la stessa lingua e pur avendo lo stesso linguaggio. 

Quali sono le barriere che ci tengono prigionieri di incomprensioni frustranti? Quali gli ostacoli che ci allontanano dal contatto reale con le persone intorno a noi?
Provo a formulare qualche ipotesi.. che sia la paura? la paura del confronto o del farsi scoprire? Che sia la stanchezza e l'incapacità di affrontare la fatica intrinseca del vero incontro con l'altro?
O sarà che siamo limitati? Che guardiamo solo il nostro piccolo tornaconto, senza renderci conto che le parole che diciamo hanno conseguenze, spesso imprevedibili e incontrollabili e che anche i silenzi hanno il loro valore.
Se non ci chiariamo non saremo mai liberi, bensì schiavi di quello che non volevamo dire. Schiavi di intenzioni immaginate e fraintendimenti, schiavi di silenzi, schiavi della rassegnazione che non ci fa fare un passo avanti.
Siamo tutti diversi, tutti strani e tutti limitati. Ma i chiarimenti sono possibili, le parole si possono raccontare, le emozioni dispiegare, le intenzioni scoprire... e le relazioni si possono riprendere in mano, con nuove consapevolezze, nel rispetto reciproco.

giovedì 16 febbraio 2012

I wanna be my opinion leader

A ciascuno il proprio opinion leader.
Tutti incappiamo prima o poi nell'influenza di qualcuno il cui parere ci sembra molto più interessante rispetto ad altri e la cui voce ascoltiamo più attentamente. E questa influenza ci arriva e plasma i nostri pensieri in modo più o meno consapevole.
A volte l'opinion leader è "uno di noi": uno dei pari, la cui autorevolezza è data dal carattere, dalla credibilità, dalla voce suadente o dalle idee geniali.
A volte, invece, è qualcuno lontano da noi: il boss, l'esperto, il guru dalla saggezza irraggiungibile.
Anche se il contenuto del messaggio è lo stesso, chi lo dice fa la differenza.

Come decidiamo chi ascoltare?
Ci sono carismi che nascono opinion leader, talenti indissolubilmente legati al farsi ascoltare, anche quando rimangono in silenzio. Li riconosci da lontano e sono ben visibili.
Ci sono invece opinion leader più subdoli, impliciti, attenti conoscitori delle fragilità altrui, che ti parlano "nel sonno", quando non sei cosciente, che manovrano i pensieri altrui sfruttando potenti leve di persuasione.

E poi ci sono gli opinion leader che scegliamo noi: quelli personali, più umili, vocine di sottofondo che parlano poco ma sanno cosa dicono. Voci che osservano, colgono dettagli, sfumature e atteggiamenti e parlano calibrando le parole, cercando di decentrarsi. Voci che amano essere ascoltate ma non per il gusto di sentirsi importanti, quanto per il valore che danno al proprio interlocutore e alla relazione.

Mentre scrivo queste righe mi chiedo.. e io da chi andrei per un consiglio? quale opinione mi interessa conoscere? quale parere temo di più dopo essermi esposta? qual è lo sguardo che cerco in mezzo al gruppo di occhi che mi fissano mentre parlo?
Tanti opinion leader, uno per contesto o per argomento, forse. Ma un'unica necessità: ascoltare me stessa prima di tutto.



giovedì 26 gennaio 2012

Io e la mia area cieca

- Che fai?- mia moglie mi domandò, vedendomi insolitamente indugiare davanti allo specchio. 
-Niente,- le risposi,- mi guardo qua, dentro il naso, in questa narice. Premendo, avverto un certo dolorino. 
Mia moglie sorrise e disse: -Credevo ti guardassi da che parte ti pende. 
Mi voltai come un cane a cui qualcuno avesse pestato una coda: -Mi pende? A me? Il naso? E mia moglie placidamente: -Ma sì, caro. Guardatelo bene: ti pende verso destra.


Uno, nessuno e centomila - Luigi Pirandello, 1926

Quando scorgi davanti a te gli indizi di qualcosa che ti riguarda, che appare essere ben noto ad altri ma a te completamente oscuro ..non puoi più tornare indietro, ora lo sai. Esiste un'area cieca in ciascuno di noi: è ciò che non vediamo ma gli altri vedono di noi, è come l'ombra che ti segue quando cammini e che si sposta insieme a te, sfuggendo sempre al tuo sguardo.
Ma non è sempre nascosta.. ci sono momenti in cui possiamo incontrarla, attimi di rivelazione, che possono trasformarsi anche in incontro sincero. Quando qualcuno te ne rivela un pezzetto, a volte per ferirti, a volte per presunzione, a volte con ingenuità e a volte con empatia ed amicizia. E allora ti accorgi di lei! Di avere un ombra, una montagna di inatteso.. atteggiamenti, comportamenti, difetti o pregi,.. cose che non sai di te e che invece trasmetti inevitabilmente, inconsapevolmente, inesorabilmente.
 "Senza offesa, fai schifo" ..è un libro di Ludovica Scarpa che sostiene la potenza di queste rivelazioni e la cura con cui vanno accolte e proposte. La critica può diventare un regalo, all'insegna di un "rinascimento comunicativo" che supera la cultura della paura e del controllo, il linguaggio del rifiuto: "essere critici ed empatici, autentici e gentili", anche se il mondo intero sembra avercela con noi, spezzando il circolo vizioso del risentimento e lasciando emergere lo stupore e il sorriso. E poi, la consapevolezza di sapere che, forse, il nostro naso pende a destra.

mercoledì 28 settembre 2011

La relazione cambia tutto

Congresso di Psicoterapia: 4 giorni a Roma, 3800 psicologhe (e anche qualche raro psicologo), seminari, workshop, incontri in plenaria con Babbo Natale e Fonzie invecchiato, sogni raccontati e sogni interpretati, napoletani amanti del ritmo, drammautogeni, bioenergetici, sistemici...e un unico grande insegnamento: è la qualità della relazione tra due persone che ha il potere di promuovere il cambiamento e favorire la crescita e lo sviluppo delle potenzialità. Al di là delle tecniche elettive, dei guru più o meno inquietanti, delle diagnosi etichettanti e di tutte le mille ricerche sulle neuroscienze,.. quello che conta è la relazione tra due persone. In questo caso, tra cliente e terapeuta...ma, forse, un po' in tutta la vita. La sintonizzazione tra le due menti crea un legame anche tra i due cuori, tanto che la diade può considerarsi qualcosa di più della semplice somma dei due individui. Bellissima e potente consapevolezza! "Servono due persone per farne una"..in ogni momento della vita.