Visualizzazione post con etichetta accoglienza. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta accoglienza. Mostra tutti i post

martedì 26 giugno 2012

Misunderstanding

Sarebbe facile riuscire sempre a capirsi, a leggere le intenzioni e le emozioni e non solo le parole di quello che ci viene detto. Sarebbe facile avere orecchie attente senza filtri e linguaggio chiaro senza oscurità. Sarebbe facile riuscire sempre a dire come stiamo, sapendo di essere accolti e capiti.
Sarebbe facile ma così non è. Misunderstanding. Incapacità di comunicare a fondo, pur parlando la stessa lingua e pur avendo lo stesso linguaggio. 

Quali sono le barriere che ci tengono prigionieri di incomprensioni frustranti? Quali gli ostacoli che ci allontanano dal contatto reale con le persone intorno a noi?
Provo a formulare qualche ipotesi.. che sia la paura? la paura del confronto o del farsi scoprire? Che sia la stanchezza e l'incapacità di affrontare la fatica intrinseca del vero incontro con l'altro?
O sarà che siamo limitati? Che guardiamo solo il nostro piccolo tornaconto, senza renderci conto che le parole che diciamo hanno conseguenze, spesso imprevedibili e incontrollabili e che anche i silenzi hanno il loro valore.
Se non ci chiariamo non saremo mai liberi, bensì schiavi di quello che non volevamo dire. Schiavi di intenzioni immaginate e fraintendimenti, schiavi di silenzi, schiavi della rassegnazione che non ci fa fare un passo avanti.
Siamo tutti diversi, tutti strani e tutti limitati. Ma i chiarimenti sono possibili, le parole si possono raccontare, le emozioni dispiegare, le intenzioni scoprire... e le relazioni si possono riprendere in mano, con nuove consapevolezze, nel rispetto reciproco.

mercoledì 2 maggio 2012

Stanca

Ci sono giorni in cui mi sveglio già stanca. In cui i miei pensieri nel giro di pochi attimi hanno già percorso kilometri e kilometri..e sento addosso la fatica delle COSE, della sveglia, delle preoccupazioni. Credo che tutto ciò si chiami Ansia
Pensavo (speravo) anni fa di esserne piuttosto immune e invece oggi mi accorgo di esserne condizionata e di viverla quasi quotidianamente..con fasi altalenanti, ma in ogni caso spesso. 
La cosa interessante è che se ne sei cosciente, l'ansia può darti un sacco di informazioni: è un segnale che rimanda sempre a qualcos'altro. Cosa si nasconde dietro l'ansia? Cosa realmente temiamo quando proviamo quella preoccupazione ingestibile, quella paura sottile, quelle palpitazioni e quelle accellerazioni del pensiero e del battito?
Sotto l'ansia cosa c'è?
Se mi fermo a pensare per rispondere con sincerità a questa domanda, le risposte affiorano lentamente, timidamente.. c'è la paura di fallire, di non farcela, di non riuscire a fare tutto e a farlo bene, la paura di sbagliare e di essere giudicata. C'è il timore di trovarmi davanti a qualcosa di grande che va oltre le mie risorse. 
Paura, quindi.. E a cosa serve aver paura? Serve alla sopravvivenza, si dice. Ad attivare attenzione e memoria, processi cognitivi e comportamentali utili per mettere in atto la strategia migliore. Ovvio che tutto ciò stanchi, no?
Ma se l'ansia è eccessiva non è più uno strumento utile, ma è un'ostacolo, una fatica ulteriore. Possiamo controllarla ascoltando il nostro corpo e lavorando sulla consapevolezza corporea. Ma personalmente non sempre questo esercizio è sufficiente.. a volte mi è utile scavare i motivi dell'ansia, elencare ad alta voce tutte le paure sottostanti, per rendermi conto solo così della loro piccolezza e riuscire a sminuirne il timore.
Oppure a volte mi è utile parlarne, come in questo momento.. farla uscire da me, vederla accolta da qualcuno. Perchè nasconderla, per quel che mi riguarda, è il modo migliore per nutrirla segretamente..e sentirne crescere potere ed influenza negativa. Consapevolezza e accoglienza, ancora una volta, sono le mie migliori alleate.



mercoledì 7 settembre 2011

Come as you are!

Vieni e accomodati per quello che sei. In questa casa, con me, puoi essere semplicemente te stesso, perchè anch'io lo sarò. E ci faranno compagnia i nostri modi di essere, i nostri limiti e anche le nostre doti! E mentre scrivo queste parole mi suona nelle orecchie non la ben nota canzone dei Nirvana, ma la musica calda e avvolgente di una canzone che ultimamente accompagna i miei viaggi in macchina con la radio accesa e i miei momenti di musica casalinga:


Traducendo il testo, si legge:
Essere il capitano di questo mondo
Poter correre senza frontiere
Vivere un anno in un secondo
Non rincorrere sogni inutili
Incantarmi con un libro
Che parli della vanità
E quando mentire sarà necessario
Poter dire la verità
Shimbalaiê, quando vedo il sole che bacia il mare
Shimbalaiê, ogni giorno, quando lui va a riposare